PROGETTO DEL COMPLESSO LE PIEVI, SAN GIMIGNANELLO, ASCIANO (SI), ITALIA
Tipologia
Architettura
Luogo
San Gimignanello, Asciano (SI), Italia
Anno
2019
Committente
Privato
Costo
3.500.000,00€
Superficie costruita
2.800mq
Area complessiva
65.402,00mq
Prestazioni espletate
Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica
Immobile vincolato ai sensi dell’articolo 10 comma 3 lettera a del decreto legislativo 42/2004 , con decreto n. 81/2006 del 27 febbraio 2006
E’ uno dei più importanti nuclei territoriali di tutto il territorio in quanto la sua storia è strettamente connessa con l’antica pieve di Santo Stefano a Vicoduo decim che in origine vi sorgeva e che fu ridotta poi a casa colonica quando le sue prerogative di pievania, passarono alla chiesa di San Lorenzo a San Gemignanello.
Le chiese dedicate a Santo Stefano protomartire sono in genere antichissime ed inoltre il nome di Vitodecim, indica un villaggio romano che sorgeva sulla via Adriana all’imbocco della valle del Sentino, a docici miglia dall’importante nodo stradale di Manliana (Torrita di Siena). Tuttavia questa chiesa non è compresa nell’elenco delle pievi contese tra le diocesi di Arezzo e Siena né in quello del 650, né in quelli del 714-715. Essa viene nominata con titolo “Plebs S.Stefani in Vico XII” in un documento aretino del 1040 e sempre con lo stesso titolo di Pieve di San Stefano compare negli elenchi della Rationes decimarum Tusciae dell’anno 1278 e 1302. Da una visita pastorale del 1460 essa risulta essere ancora una pieve mentre da quella successiva del 1575 risulta in cattive condizioni tanto che del tetto pioveva, l’altare era privo della croce e della pala, il pavimento era in terra battuta, e il vescovo Berrucci ne ordina il restauro. Lo stato di abbandono prosegue fin verso la fine del XVI secolo quando fu trasformata in podere anche se è probabile che le due funzioni dovettero per un certo periodo coesistere. La nuova destinazione dell’edificio e la presenza di un nucleo abitativo è documentato nel 1619. La proprietà del podere nel 1593 è riferita ai Bizzarri e, a partire dal 1615, ai Pinocchi. Si trattò per tutto il secolo XVII e XVIII di un solo nucleo poderale anche se la proprietà era molto estesa. Solo nel 1778 si ha la prima attestazione di due poderi, “nuovo e vecchio” della Pieve appartenenti al sig. Sansedoni che evidentemente vi temeva dei mezzadri. Tra il XVIII e il XIX secolo all’edificio principale sono stati aggiunti un ulteriore edificio abitativo e alcuni annessi agricoli. In epoca successiva è destinato per l’abitazione di più nuclei familiari di cui quattro nel fabbricato principale come attestavano le targhe (Pieve I, Pieve II, Pieve III, Pieve IV) visibili in prossimità delle scale di accesso. La funzione poderale del complesso è sopravvissuta fino a pochi decenni fa. Attualmente disabitato è in fase di ristrutturazione. Complesso immobiliare composto da un totale di cinque fabbricati con ampio resede di pertinenza ed appezzamento di terreno annesso, denominato Podere Le Pievi. Tali fabbricati presentano complessivamente una superficie commerciale pari a circa mq. 2.300 oltre la resede esterno ed oltre ai circa mq. 65.402 di terreno circostante. I fabbricati suddetti sono allo stato grezzo ovvero privi di qualsiasi elemento impiantistico sia esso fognario, termico, idraulico che elettrico e di qualsiasi tipo di finitura, ovvero non sono presenti intonaci, massetti di sottofondo, rivestimenti, pavimentazioni e serramenti di qualsiasi genere. Struttura portante: le strutture verticali sono caratterizzate da murature in pietra e/o mattoni di laterizio; le strutture orizzontali sono eseguite con solai a volta e/o legno e laterizio, completate con soletta di c.a.; le coperture sono eseguite con legno e laterizio, completate con soletta di c.a. e manto di copertura in embrici e coppi; in alcune zone sono state utilizzate architravature, a sostegno delle zone di copertura, eseguite con profilati metallici di notevoli dimensioni. Tamponamenti esterni ed interni: non sono quasi mai presenti tramezzature interne e pertanto la divisione tra i vari locali è fatta dalle murature portanti interne e soltanto in alcuni casi da nuove murature, anch’esse con funzione portante, eseguite in blocchi di laterizio o vibro-cemento.
PROGETTO DEL COMPLESSO LE PIEVI, SAN GIMIGNANELLO, ASCIANO (SI), ITALIA
Tipologia
Architettura
Luogo
San Gimignanello, Asciano (SI), Italia
Anno
2019
Committente
Privato
Costo
3.500.000,00€
Superficie costruita
2.800,00mq
Area complessiva
65.402,00mq
Prestazioni espletate
Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica
Immobile vincolato ai sensi dell’articolo 10 comma 3 lettera a del decreto legislativo 42/2004 , con decreto n. 81/2006 del 27 febbraio 2006
E’ uno dei più importanti nuclei territoriali di tutto il territorio in quanto la sua storia è strettamente connessa con l’antica pieve di Santo Stefano a Vicoduo decim che in origine vi sorgeva e che fu ridotta poi a casa colonica quando le sue prerogative di pievania, passarono alla chiesa di San Lorenzo a San Gemignanello. Le chiese dedicate a Santo Stefano protomartire sono in genere antichissime ed inoltre il nome di Vitodecim, indica un villaggio romano che sorgeva sulla via Adriana all’imbocco della valle del Sentino, a docici miglia dall’importante nodo stradale di Manliana (Torrita di Siena). Tuttavia questa chiesa non è compresa nell’elenco delle pievi contese tra le diocesi di Arezzo e Siena né in quello del 650, né in quelli del 714-715. Essa viene nominata con titolo “Plebs S.Stefani in Vico XII” in un documento aretino del 1040 e sempre con lo stesso titolo di Pieve di San Stefano compare negli elenchi della Rationes decimarum Tusciae dell’anno 1278 e 1302. Da una visita pastorale del 1460 essa risulta essere ancora una pieve mentre da quella successiva del 1575 risulta in cattive condizioni tanto che del tetto pioveva, l’altare era privo della croce e della pala, il pavimento era in terra battuta, e il vescovo Berrucci ne ordina il restauro. Lo stato di abbandono prosegue fin verso la fine del XVI secolo quando fu trasformata in podere anche se è probabile che le due funzioni dovettero per un certo periodo coesistere. La nuova destinazione dell’edificio e la presenza di un nucleo abitativo è documentato nel 1619. La proprietà del podere nel 1593 è riferita ai Bizzarri e, a partire dal 1615, ai Pinocchi. Si trattò per tutto il secolo XVII e XVIII di un solo nucleo poderale anche se la proprietà era molto estesa. Solo nel 1778 si ha la prima attestazione di due poderi, “nuovo e vecchio” della Pieve appartenenti al sig. Sansedoni che evidentemente vi temeva dei mezzadri. Tra il XVIII e il XIX secolo all’edificio principale sono stati aggiunti un ulteriore edificio abitativo e alcuni annessi agricoli. In epoca successiva è destinato per l’abitazione di più nuclei familiari di cui quattro nel fabbricato principale come attestavano le targhe (Pieve I, Pieve II, Pieve III, Pieve IV) visibili in prossimità delle scale di accesso. La funzione poderale del complesso è sopravvissuta fino a pochi decenni fa. Attualmente disabitato è in fase di ristrutturazione. Complesso immobiliare composto da un totale di cinque fabbricati con ampio resede di pertinenza ed appezzamento di terreno annesso, denominato Podere Le Pievi. Tali fabbricati presentano complessivamente una superficie commerciale pari a circa mq. 2.300 oltre la resede esterno ed oltre ai circa mq. 65.402 di terreno circostante. I fabbricati suddetti sono allo stato grezzo ovvero privi di qualsiasi elemento impiantistico sia esso fognario, termico, idraulico che elettrico e di qualsiasi tipo di finitura, ovvero non sono presenti intonaci, massetti di sottofondo, rivestimenti, pavimentazioni e serramenti di qualsiasi genere. Struttura portante: le strutture verticali sono caratterizzate da murature in pietra e/o mattoni di laterizio; le strutture orizzontali sono eseguite con solai a volta e/o legno e laterizio, completate con soletta di c.a.; le coperture sono eseguite con legno e laterizio, completate con soletta di c.a. e manto di copertura in embrici e coppi; in alcune zone sono state utilizzate architravature, a sostegno delle zone di copertura, eseguite con profilati metallici di notevoli dimensioni. Tamponamenti esterni ed interni: non sono quasi mai presenti tramezzature interne e pertanto la divisione tra i vari locali è fatta dalle murature portanti interne e soltanto in alcuni casi da nuove murature, anch’esse con funzione portante, eseguite in blocchi di laterizio o vibro-cemento.




